La nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni vanno sostenute e difese!Di Saverio FANIGLIULO
Alla luce delle recenti disposizioni legislative in materia scolastica (L.133/2008, Piano Programmatico del MIUR di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, L.169/2008), del piano di dimensionamento della rete scolastica della Regione Puglia, delle diatribe politiche che sono apparse sui giornali locali sulla fusione dell’ ex Istituto Statale d’Arte Calò con il liceo artistico Lisippo di Taranto, mi permetto di intervenire per fare alcune considerazioni.
Premesso che gli Istituti d’Arte hanno trovato fondate ragioni della loro esistenza soprattutto in luoghi dove l’artigianato artistico aveva una fiorente tradizione e formato giovani tramite esperienze laboratoriali uniche per dotazioni strumentali e competenze tecnico-didattiche, è implicito che essi costituiscono una risorsa di valore legata al territorio da preservare e potenziare piuttosto che da svilire, come appare di fatto essere il destino dei corsi di ordinamento tradizionale ( ARTE DELLA CERAMICA).
L’ ex ISTITUTO STATALE D’ARTE “ V. Calò” di Grottaglie ( oggi Liceo Artistico) nello specifico, rappresenta per il nostro Comune e per tutto il territorio della Provincia di Taranto, da oltre 100 anni dalla sua istituzione, una fondamentale risorsa culturale e un luogo “della cultura e della tradizione ceramica, del sapere e del saper fare,” che in più di un secolo di vita ha sempre confermato la grande qualità dell’offerta formativa coniugata con la storia e l’orgoglio ceramico- artigianale della nostra Comunità Grottagliese.
Nel corso degli anni l’ex Istituto d’Arte di Grottaglie ha assicurato una qualificazione professionale alle giovani generazioni, favorito la nascita di numerose piccole e medie imprese ceramico-artigiane, creato un indotto ad esse collegato nel settore della ceramica, fornito prospettive di studio e di lavoro ai nostri studenti che sono poi diventati validi ceramisti, architetti, ingegneri, designer e operatori del settore dei Beni Culturali, in particolare nella conservazione del patrimonio ceramico Negli anni la Scuola ha affrontato investimenti onerosi per le dotazioni dei Laboratori e in attrezzature specifiche (l’attuale Liceo artistico Calò di Grottaglie vanta laboratori all’avanguardia negli indirizzi di pertinenza), sia a carico dell’Istituto stesso che a carico di finanziamenti europei stanziati dai diversi PON.
Personalmente esprimo forte e motivata preoccupazione verso le soluzioni prefigurate dal progetto di riforma e dalle operazioni di dimensionamento della rete scolastica ( nelle scuole del primo ciclo si sta procedendo ad un dimensionamento che privilegia “la comprensivizzazione” forzata) ispirato più al risparmio di risorse che ad opportuni miglioramenti formativi e, ancor più, viva preoccupazione per la conseguente perdita d’identità di un Istituto d’Arte con forte tipicità specialistica all’interno di un contesto territoriale assai caratterizzato dall’indotto artigianale ceramico e per le conseguenze negative che tale snaturamento produrrebbe sul piano occupazionale ed economico del territorio, e faccio voti affinchè i cittadini, l’Amministrazione comunale e provinciale, le forze politiche, le scuole del territorio e, in primis, il personale scolastico del Liceo Artistico Calò prendano atto di quanto sopra e ad individuare misure alternative e azioni di lotta, che mantengano, in deroga alle disposizioni vigenti, la propria autonomia gestionale e amministrativa e a farsi parti attive per la salvaguardia di una tradizione artistica e artigianale del territorio comunale e provinciale che, a pieno titolo, è entrata a far parte della identità culturale del popolo Grottagliese.
Nel caso di mancato accoglimento della suddetta proposta, di considerare comunque il Liceo artistico “V. Calò” come soggetto accorpante, con dirigente scolastico e DSGA nella scuola di Grottaglie, in relazione ad altre realtà scolastiche del territorio comunale e/o provinciale.
Infine, in presenza di principi e norme imposte, ritengo come cittadino che non sia accettabile subire passivamente le scelte che vengono compiute in “alto loco” e che condizionano negativamente la nostra città , vedi la salute con la beffa e le minacce di chiusura del nostro nosocomio “ S. Marco” e, oggi, con il “ridimensionamento” inglorioso dell’Istituto d’Arte .
SAVERIO FANIGLIULO