IO TI SALVERO’ di Saverio Fanigliulo
pubblicata da Saverio Fanigliulo il giorno lunedì 16 gennaio 2012 alle ore 23.04
E’ molto difficile dover prendere atto che tutti i tentativi fatti quest’anno per modificare il comportamento ostile di Cristian nei confronti della scuola si sono rivelati improduttivi.
Viene a scuola senza nessun materiale didattico, sporco e impregnato di fumo! Ne combina di tutti i colori, né i genitori riescono a tenergli testa. Viene a scuola talvolta con il motorino, senza patentino, senza casco, a velocità sostenuta. E’ ancora in prima media perché pluribocciato, ed è insieme a tanti ragazzi piccoli che, pur in condizioni così critiche, gli sorridono, gli offrono la colazione, lo sostengono e lo aiutano.
Ma oggi ha commesso un atto di una gravità estrema, che non si può sottacere, si è improvvisato elettricista e ha messo mano agli impianti elettrici rischiando di farsi male sul serio e di rimanere fulminato!
Cristian è stato punito mediante una sospensione dalle lezioni.
Eppure qualche settimana fa, prima delle vacanze, il coordinatore di classe aveva parlato con sua madre che, assumendosi la responsabilità per il colpevole “distacco educativo” della famiglia, aveva promesso che avrebbe impiegato più tempo e più cura per la gestione socio-affettiva ed educativa del proprio figliolo.
Invero, nessun cambiamento è avvenuto da allora!!
I tentativi di personalizzare le attività educative e didattiche per coinvolgerlo, non hanno prodotto risultati apprezzabili e significativi per gli atteggiamenti di estraneità e di indifferenza manifestati da Cristian!
Le sue amicizie sono costituite da ragazzi alla pari, spesso pluribocciati, che vivono in famiglie collocate nelle periferie della città, diventate povere e destrutturate sul piano socio-affettivo.
Le cattive amicizie e il tempo pomeridiano e serale trascorso senza alcun custode, non lasciano presagire nulla di buono rispetto agli impegni richiesti per potersi integrare a pieno titolo nella nostra comunità scolastica.
Cristian sarà bocciato per la terza volta oppure, ancor prima, sarà per strada e ben presto diverrà un adulto inconsapevole delle leggi e delle norme che regolano la convivenza civile.
Potrà diventare un pericolo per tutti, potrà compiere atti delinquenziali gravi, nuocere alla comunità, disporsi dalla parte della malavita organizzata, manifestare indifferenza nei confronti di tutto e di tutti.
Una scuola migliore deve concentrare le sue energie migliori, le più vere, verso gli ultimi, verso gli alunni più fragili e difficili che non possono contare sul sostegno educativo costante della famiglia.
Fondi adeguati, finalizzati all’inclusione e all’integrazione, sono indispensabili per dare maggiore vigore e valore agli interventi e ai progetti pensati in tal senso.
Sono estremamente insufficienti quei fondi previsti dall’art.9 del CCNL 2007/09 per le aree a rischio e per l’inclusione degli alunni immigrati.
Naturalmente è necessario porsi il problema politico di creare nelle scuole le condizioni più opportune, strutturali e logistiche, aggiornando gli insegnanti sulle “tecniche pedagogiche” più efficaci per favorire l’inclusione e l’integrazione della diversità .
Purtroppo la scuola del primo ciclo è organizzata, specie la scuola media (il gruppo classe rigido, le classi numerose, la scuola “dei primi della classe”, la discontinuità degli insegnanti e delle materie di studio, ecc.) in termini pseudomeritocratici ( la competizione, il voto, l’esame, la prova invalsi, ecc.) per cui, nonostante gli sforzi spontanei di alcuni insegnanti, la scuola risulta, per quegli alunni come Cristian, poco accogliente, poco interessante e poco motivante.
Salvare i ragazzi più difficili, più deboli, dall’insuccesso scolastico e, conseguenzialmente, dall’insuccesso nella vita, trovare le tecniche, le strategie, le persone più adatte, più opportune, più efficaci per incidere su questa realtà, non sono cose da poco ma costituiscono il fondamento, implicito nell’idea stessa di fare scuola!
E’ troppo facile per la scuola dire: “dei ragazzi più difficili se ne occupino i genitori” senza che i genitori “ci siano” e, per la società civile, dire: “allora se ne occupi la scuola” senza che la scuola metta in atto realmente quei meccanismi di compenso necessari.
Questa ipocrisia di fondo, priva di soluzioni, va a scapito di Cristian che così rischia di farsi e ….. di farci male!
Gli insegnanti si “schierino” dalla parte dei ragazzi più deboli, più fragili, per ridare senso e valore alla scuola , quella vera! Salviamo tutti i Cristian che ci vengono affidati, riconoscendoli persone uniche, degne di valore e di stima!
Io ti salverò!
Ciao, io sono Cristian, quello bocciato