martedì 2 novembre 2010

PROFESSORE, QUANDO ANDIAMO IN LABORATORIO?

Professore, quando andiamo in laboratorio?

pubblicata da Saverio Fanigliulo il giorno martedì 2 novembre 2010 alle ore 10.12
E' trascorso ormai molto tempo da quando, nei lontani anni '80, ebbi l'opportunità di iniziare la mia carriera scolastica in un piccolo paese di montagna del Materano. Quei ragazzi che mi vennero affidati e i loro genitori (dediti, per la maggior parte, al lavoro dei campi) ritenevano un privilegio frequentare la scuola, che veniva considerata il luogo delle pari opportunità, della formazione umana e culturale, il luogo del riscatto sociale.
La stragrande maggioranza di quei ragazzi non aveva mai visto il mare o un treno da vicino, sapevano descrivere l'alba e il tramonto, le piante coltivate in quei luoghi e gli animali domestici, la loro casa-stalla e le proprie famiglie dedite al lavoro dei campi e degli allevamenti .
Ricordo che un giorno, in quella scuola media, vi fu la visita di un ispettore scolastico che, informatosi sulle attività didattiche programmate , definì inopportune e discriminanti, rispetto alle finalità che si prefiggeva allora la scuola dell'obbligo, le attività di potenziamento in matematica e italiano predisposte in orario pomeridiano e rivolte a gruppi di alunni particolarmente meritevoli.
Ribadì che si trattava di “discriminazioni positive” attuate nei confronti dei ragazzi più in difficoltà.
Attualmente sembrano non esserci problemi di questa natura, in tutte le scuole l'offerta formativa è a vasto raggio, molto ricca di attività e progetti nei vari ambiti del sapere, finalizzati al potenziamento, al consolidamento e al recupero delle competenze chiave disciplinari e di cittadinanza, al sostegno e alla integrazione degli alunni più deboli.
Le attività più gettonate dagli alunni riguardano specialmente il potenziamento delle lingue straniere e dei saperi informatici.
Grazie ai vari progetti nazionali, alle azioni dei piani operativi nazionali ( PON), finanziati dalla FSE,un pò tutte le scuole possono predisporre, senza alcun costo per le famiglie, progetti pertinenti per consolidare e potenziare le competenze linguistiche e informatiche dei propri discenti.
Peraltro, le scuole si sono dotate di laboratori multimediali, di informatica e linguistici, ben attrezzati, finanziati da progetti nazionali e dal FESR su progetti specifici.
Tutto fa pensare che i processi di insegnamento-apprendimento siano supportati un po' dovunque dalle nuove tecnologie informatiche ( il computere, la LIM, il web....) e che i docenti curriculari, con i loro discenti, possano facilmente avere accesso ai laboratori .
In realtà non è così, nonostante l'Informatica sia obbligatoria e riconosciuta dalle indicazioni nazionali Morattiane e Fioroniane, una disciplina di studio trasversale a tutte le aree culturali, nella pratica didattica gli insegnanti avvertono molte difficoltà di accesso ai laboratori.
Professore, quando andiamo in laboratorio? E' la domanda che frequentemente viene rivolta dai ragazzi ai propri professori.
L'accesso facilitato ai laboratori di Informatica è consentito però solo ad alcuni esperti e a quei pochi professori “tecnologi “che,in virtù di un lasciapassare ai più sconosciuto, violando il principio sacrosanto delle pari opportunità e gratuità della scuola dell'obbligo, fanno un uso privatistico dei laboratori organizzando corsi di informatica, facendo pagare un prezzo in denaro alle famiglie premurose di far “emergere” precocemente i propri figli nell'ambito delle tre I berlusconiane ( sic!!)
Tutto sembra in ordine, invero quello che colpisce è il fatto che nei processi di insegnamento-apprendimento curricolari la stragrande maggioranza degli alunni non ha accesso significativo ai laboratori di informatica, per cui temo fortemente che “il fattore tecnologico” possa costituire oggi un elemento di discriminazione nei confronti di molti docenti e alunni che si vedono confinati così nelle loro solite aule, con la solita lezione frontale, lavagna e gesso.
Non sarà mai ribadito a sufficienza che il successo formativo dei discenti è condizionato al realizzarsi di un clima interumano, al realizzarsi di una vera comunità educativa, per la quale sia apprezzato, difeso ed esaltato uno stile di convivenza che pone la persona al centro di ogni esperienza di senso.
Non può essere ignorato che, oltre le intenzioni, è importante vedere se le qualità processuali dell'azione educativa introducono e promuovono una “situazione comune” in grado di garantire a tutti gli alunni pari opportunità formative senza alcuna discriminazione palese o occulta.

Manipolare.....

giovedì 30 settembre 2010

I DETTAGLI FANNO LA DIFFERENZA

I DETTAGLI FANNO LA DIFFERENZA, di Saverio Fanigliulo
Il nostro Pianeta non potrebbe ospitare la vita più complessa, quella dotata di ragione e di coscienza, se alcuni “dettagli” non ne avessero influenzato la sua formazione ed evoluzione.
Pensiamo, ad esempio, quanto la distanza della Terra dal Sole ne abbia condizionato il livello termico : se, per puro caso, la Terra fosse stata un po' più vicina al Sole o un po' più lontana si sarebbero determinate, probabilmente, condizioni proibitive per il germogliare della vita così come ci è data conoscerla.
Nel Cosmo sono disseminati migliardi di pianeti simili al nostro, eppure è poco probabile prevedere che in questi sia ospitata la vita così come noi la conosciamo, se non sono presenti quei “ dettagli” che contraddistinguono il nostro Pianeta.
I dettagli fanno la differenza!
Ho visto un papà che accompagnava il suo bambino diversamente abile a scuola, lo sosteneva con le sue braccia forti e il suo sguardo affettuoso.Nessuno gli è andato incontro per accoglierlo, né l'insegnante di sostegno, né alcun assistente, né alcun bidello, nessuno! Ha chiesto: c'è qualcuno?
La scuola ha l'importante privilegio di educare ed istruire i cittadini del futuro ed è fondamentale disporsi nell'ottica dell'innovazione e della qualità, anche per premiare il merito e le eccellenze.
Per valutare il livello di qualità ed efficienza raggiunto dalle scuole ci si affida, com'è noto, alle prove Invalsi che un po', in questi ultimi anni , hanno contribuito a discriminare “positivamente” il Paese in aree geografiche “culturalmente ricche” e “culturalmente povere”.
Personalmente nutro un po' di diffidenza nei confronti di quelle scuole e di quegli insegnanti “tecnologi” che perseguono, imperterriti, il programma, l'istruzione, ritenendo scontati, precostituiti, altri valori che concorrono alla formazione umana e civile della persona.
Non dimentichiamo che specie la scuola dell'obbligo, ha appunto l'obbligo di rivolgere la sua attenzione a tutti gli alunni, nessuno escluso, affinchè nessuno si perda, per farli divenire cittadini consapevoli in grado di affrontare la vita serenamente, in scienza e coscienza.
Il futuro di un ragazzo passa attraverso la scuola che frequenta, passa attraverso gli insegnanti!
Le scuole, ai fini della qualità e del miglioramento, devono poter e saper valutare, giustamente, il livello delle competenze acquisite dai discenti in tutte le aree disciplinari, senza dimenticare, però, quanto siano propedeutici ai contenuti disciplinari, valori etici e di cittadinanza, come l'accoglienza, la solidarietà, la lealtà, l'altruismo, l'orgoglio, il coraggio, la giustizia, la carità, la pietà. Valori che gli insegnanti, e non solo, devono poterli agire per poterli insegnare.
Dettagli.
Ripeto, i dettagli fanno la differenza!

sabato 21 agosto 2010

In ricordo di Tiziana a un mese dalla sua scomparsa

Gentilissimi Adriana, Francesca, mamma e papà di Tiziana,
vorrei che non consideraste le mie parole, solo parole di circostanza.Tiziana io l'ho conosciuta ed è stata per me sempre una persona cara, unica. Esprimeva quella umanità e quella gioia che ti inducevano a dimenticare tutti i problemi che fino a quel momento ti assillavano. Ero molto felice quando veniva a casa con gli amici, il suo splendore illuminava tutti, con la sua presenza colmava tutto quel vuoto che si avvertiva un momento prima .Talvolta, quando ci incontravamo, mi abbracciava con il suo modo di fare autentico, senza ipocrisie, spesso scherzava, mi diceva, Saverio, mi vuoi per nuora? Ed io gli rispondevo che lei era la benvenuta, che gli volevo già bene come una figlia!Nella mia vita ho incontrato tanti ragazzi e ragazze, Tiziana era una dolce eccezione, il suo modo di porsi andava direttamente al cuore, conquistava tutti con la sua generosità, la sua grazia e la sua freschezza d'animo.Sapevo che non stava bene, come tutti ho sempre sperato che guarisse, ha vissuto la malattia con molta forza e coraggio .Tutti noi dovremmo ricordarla anche per questo, per aver insegnato a tanti suoi giovani amici ad amare la vita con semplicità, donando affetto e amicizia senza ipocrisie.Tutti coloro che hanno conosciuto Tiziana sono stati un po' cambiati da lei ed oggi ne avvertono la mancanza, la sua bella presenza, il suo ampio sorriso, dolce, sincero, accogliente.Facciamola rivivere tutti insieme dentro ognuno di noi, nei nostri comportamenti quotidiani, nei rapporti di amicizia , nell'espressione delle nostre emozioni.Testimoniamo con il nostro vivere quotidiano che Tiziana c'è ancora, e ci sarà per sempre, con la sua eleganza e la sua grande gioia di vivere.In futuro, diamo senso e valore alla nostra vita, ripensando alla fortuna che abbiamo avuto nell'aver conosciuto una persona speciale che ancora oggi ci accompagna e ci ricorda che la vita va vissuta con passione e con coraggio, anche nei momenti bui, di sofferenza e di tristezza.Tutti ritorneremo alla nostra vita, alle nostre faccende affaccendati, l'unica cosa è che mi mancherà da morire.Un caro saluto, Saverio Fanigliulo

Prepariamoci!!

Prepariamoci!!

pubblicata da Saverio Fanigliulo il giorno venerdì 20 agosto 2010 alle ore 23.59
La scuola sta attraversando un periodo veramente difficile, i docenti ne avvertono per primi i segnali di incipiente decadenza e precarietà.
E'davvero molto sconfortante e demotivante lavorare in contesti scolastici dove si respira grande incertezza sul futuro educativo e formativo dei discenti .
Gli insegnanti, in questo nuovo anno scolastico, sono chiamati a resistere potenziando il proprio impegno professionale per cercare di attutire i colpi che vengono inferti da più parti per colpire al cuore la scuola pubblica.
Nelle singole istituzioni scolastiche è bene "chiarirsi", in sede di Collegio dei Docenti,su ciò che si intende fare per garantire ai discenti una formazione umana e culturale adeguata..
Elaborare,definire e gestire il progetto identitario della scuola ( POF) è,ancora per poco ( vedi ddl Aprea), competenza esclusiva del Collegio dei docenti ( DPR 275/99), per cui la componente docente può e deve condizionare le scelte , le azioni e gli obiettivi da conseguire.
I dirigenti scolastici, pur nelle ristrettezze economiche ed in presenza di norme ostative, dovranno riscoprirsi buoni educatori,avendo il compito di creare un clima favorevole , di orientare,collegare, mettere insieme sforzi, azioni dei gruppi e dei singoli,di coinvolgere tutto il personale della scuola e le famiglie,di fare in modo che tutti gli obiettivi siano conseguiti e condivisi, di riconoscere ed elogiare il lavoro altrui.
Per costruire rapporti positivi di interazione all'interno della scuola e tra scuola e società, penso che sia necessario implementare un sistema integrato di comunicazioni, relazioni, documentazione e di informazione, in grado di sollecitare la partecipazione e il consolidarsi di un clima collaborativo in cui le varie prospettive culturali possano incontrarsi e fondersi.Il clima organizzativo,le relazioni interpersonali e lo stile gestionale di una scuola influenzano notevolmente la motivazione del personale che deve trovare nell'ambiente di lavoro le spinte giuste per investire le risorse di cui dispone, il proprio entusiasmo e la propria creatività in un processo di cambiamento e di innovazione.Uno stile relazionale, improntato all' affettività, cordialità ed attenzione verso gli interlocutori, garantisce in buona parte il successo di ogni attività. Anche la gestione della classe e della didattica va rivisitata secondo criteri nuovi che prevedano l'introduzione di nuove unità di apprendimento e nuove metodologie didattiche che incidono positivamente sulla soddisfazione degli studenti e sulla loro motivazione allo studio, la condivisione degli obiettivi, i l costruire insieme i percorsi didattici personalizzati, il concertare modalità di gestione dei tempi e dell'ambiente classe.
Auspico che nelle scuole, finalmente, venga concepita una funzione strumentale che rivesta il ruolo di favorire e stimolare il dialogo,la relazione interpersonale e la comunicazione tra gli insegnanti e gli altri protagonisti implicati , per superare quella"solitudine umana e culturale" che spesso buona parte dei docenti vive dentro la scuola.
Le competenze socio-relazionali del docente che ricoprirà l'istituenda figura di funzione strumentale nell'area "Relazioni interpersonali e comunicazione", devono essere messe in campo e valorizzate per gestire la comunicazione e le relazioni interpersonali, per condurre produttivamente i gruppi di lavoro, per coinvolgere gli altri operatori scolastici, gli studenti, i genitori e tutti i soggetti interessati a partecipare alla vita della scuola,per prevenire eventuali conflitti o risolverli.
Penso ad una scuola in cui tutte le attività educative e didattiche messe in campo siano dotate di senso e valore, siano ben collegate tra loro, esprimano risposte congruenti alle domande che provengono dai ragazzi ,dalle famiglie e dalla società nel suo complesso.
Un collegio dei docenti che, in un rinnovato spirito di servizio, sia in grado di individuare i ruoli e quindi le persone giuste per attivare e attuare il progetto educativo e formativo d'istituto.
Per ridargli libertà di espressione, autonomia e prestigio culturale,riprendere la sua capacità di iniziativa ed esplicitare l'offerta formativa, bisognerà individuare alcune aree di intevento strategiche, variabili in funzione dei luoghi e dei contesti , in cui riconoscersi e attivarsi.
In sintesi, io ho pensato a queste:
PROGETTO EDUCATIVO E FORMATIVO D'ISTITUTO
RISORSE INFORMATICHE E INTRODUZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE NELLA PRATICA DIDATTICA
RELAZIONI INTERPERSONALI E COMUNICAZIONE
VALORIZZAZIONE MERITO , ECCELLENZE, PROGETTI, CONCORSI
ACCOGLIENZA, DISAGIO, RECUPERO, PARI OPPORTUNITA' FORMATIVE, PERCORSI PERSONALIZZATI
Ho la consapevolezza di non dire nulla di nuovo e che è più facile dire che fare, spero però che la mia analisi, che può essere approfondita, contribuisca a far ricordare agli smemorati quanto sia importante riscoprire il ruolo del Collegio dei Docenti, senza il quale la libertà di insegnamento nella scuola pubblica, sancita dalla nostra Costituzione , potrebbe essere messa in discussione.
Non si dimentichi mai che" la libertà di insegnamento sta alla funzione docente come l'indipendenza sta alla funzione del giudice !"
Infine,le mie riflessioni sottolineano l'importanza del dialogo autentico che deve instaurarsi fra gli insegnanti per generare un clima relazionale positivo che consenta a tutti,dirigenti, docenti,personale ATA, alunni e famiglie di star bene a scuola, essere fiduciosi e fare fronte comune per resistere ai reiterati tentativi di affossare la scuola pubblica.